Berg Insight prevede che la flotta globale di veicoli per il carsharing pubblico crescerà da 511.000 unità alla fine del 2025 a 768.000 entro il 2030, con un numero di utenti che nello stesso periodo raggiungerà i 141,1 milioni. La previsione sottolinea come la telematica, i sistemi di prenotazione e il software per la gestione delle flotte siano diventati un’infrastruttura fondamentale per i servizi di mobilità condivisa.
La mobilità condivisa è stata spesso discussa come una tendenza nel trasporto per i consumatori, ma la sua realtà operativa è più vicina a un’attività IoT distribuita: migliaia di veicoli senza conducente, molteplici modelli di accesso, autenticazione remota, fatturazione, monitoraggio dello stato del veicolo e ottimizzazione continua della flotta. Senza apparecchiature di bordo connesse e piattaforme software, il moderno modello di carsharing sarebbe difficile da gestire su larga scala.
Questo è il segnale più rilevante nell’ultima previsione di Berg Insight. La società di analisi prevede che il numero di veicoli utilizzati nei servizi di carsharing pubblico aumenterà a un tasso di crescita annuale composto (CAGR) dell’8,5%, passando da 511.000 alla fine del 2025 a 768.000 alla fine del 2030. Si prevede che la base utenti cresca leggermente più velocemente, da 91,0 milioni di persone nel 2025 a 141,1 milioni nel 2030, con un CAGR del 9,2%.
La previsione evidenzia anche l’equilibrio geografico del mercato. L’Asia-Pacifico rappresenta la quota maggiore di veicoli per il carsharing, seguita dall’Europa. L’Europa si distingue per un altro motivo: il carsharing free-floating è il modello operativo più comune in termini sia di iscritti che di dimensioni della flotta, secondo Berg Insight.
Perché questa previsione è diversa da una tipica storia di crescita della mobilità?
Il punto distintivo di questo annuncio non è semplicemente che il carsharing è in espansione. Il dato più importante è che la crescita è legata a un’infrastruttura di flotta connessa sempre più specializzata. Berg Insight non descrive il carsharing come un mercato guidato solo dall’offerta di veicoli o dalla domanda dei consumatori; lo inquadra come un ecosistema che dipende dalla telematica di bordo, dalla gestione delle prenotazioni, dalla fatturazione, dalla supervisione della flotta, dai cruscotti e dall’analisi dei dati.
Questa distinzione è importante per i fornitori di IoT. Un servizio station-based (con partenza e ritorno allo stesso punto) e una flotta urbana free-floating pongono richieste diverse alle piattaforme. Il carsharing station-based può fare affidamento su punti di riconsegna fissi e su movimenti dei veicoli più prevedibili. I servizi free-floating, al contrario, richiedono agli operatori di gestire la disponibilità dei veicoli in una zona consentita, monitorare l’utilizzo e supportare decisioni operative più dinamiche. Il comunicato stampa non quantifica le differenze tecniche, ma l’implicazione è chiara: poiché i modelli free-floating acquisiscono importanza in alcune regioni, i requisiti software e telematici diventano più centrali per l’affidabilità del servizio.
Gli operatori di carsharing non stanno costruendo tutta questa tecnologia internamente. Berg Insight osserva che alcuni utilizzano hardware e software proprietari, mentre molti acquisiscono prodotti e servizi da fornitori specializzati. Il mercato include fornitori che offrono combinazioni complete di apparecchiature telematiche e piattaforme di carsharing, così come aziende focalizzate esclusivamente su hardware o software. Tra i fornitori nominati figura anche Eteria.
Per i costruttori di veicoli (OEM) e i fornitori di tecnologia per veicoli, questo indica una sfida pratica di integrazione. I veicoli per il carsharing non sono semplicemente auto connesse inserite in una flotta di noleggio. Devono supportare l’accesso senza conducente, i flussi di prenotazione, la fatturazione basata sull’utilizzo e il monitoraggio operativo. Più la flotta è frammentata o più vario è il modello di servizio, maggiore è la necessità di interoperabilità tra hardware integrato, software di mobilità e sistemi amministrativi (back-office).
La redditività sta rimodellando lo stack della mobilità connessa
Berg Insight osserva inoltre che molti operatori negli ultimi anni hanno spostato la loro attenzione dalla conquista di quote di mercato verso la redditività e un maggiore utilizzo dei veicoli. Questo cambiamento è significativo per i fornitori di tecnologia perché le operazioni guidate dall’utilizzo richiedono una migliore visibilità sullo stato della flotta, sui modelli di domanda e sulle prestazioni degli asset. In questo contesto, i dati telematici non sono una caratteristica secondaria; diventano parte del modello di business.
Il segmento del carsharing aziendale aggiunge un’altra dimensione. Berg Insight stima che il carsharing aziendale rappresentasse 154.000 veicoli alla fine del 2025 e raggiungerà circa 250.000 veicoli entro il 2030. Per le aziende, le società di leasing e gli integratori di sistemi, ciò suggerisce una domanda continua di strumenti per flotte condivise in grado di ridurre l’amministrazione manuale, supportando al contempo il controllo degli accessi e il tracciamento dell’utilizzo per gli utenti aziendali.
Il panorama degli operatori rimane misto. Fornitori specializzati come Eteria operano insieme a gruppi di noleggio auto come Sixt Share, Zipcar, ORIX CarShare e G Car. Berg Insight aggiunge che i primi 30 fornitori di servizi di carsharing rappresentano circa il 63% degli iscritti e gestiscono circa il 56% della flotta globale.
Per i fornitori di connettività, l’opportunità non è quindi limitata alle SIM o ai piani dati. Le flotte di carsharing richiedono connettività affidabile come parte di un’architettura di servizio più ampia che include l’accesso al veicolo, la visibilità della flotta e il controllo operativo. Per i fornitori di piattaforme IoT e gli integratori, lo spostamento del mercato verso l’utilizzo e la redditività potrebbe essere più importante della crescita complessiva della flotta: gli operatori avranno bisogno di strumenti che li aiutino a gestire meno veicoli inattivi, non solo a collegarne di più.
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